via Avogadro, 206 - Crotone - Tel. 0962 23911
SIAMO LIBERI DALL' AMIANTO?
Vista la presenza nel territorio italiano di 5,6 milioni di tonnellate dal 1945 al 1992.
UNA LUNGA ATTESA…

Ad oltre venti anni dalla L. 257/1992 che ha previsto la cessazione dell’impiego dell’amianto sull’intero territorio nazionale, oggi il tema degli effetti sulla salute dell’inalazione di fibre aerodisperse e della prevenzione dei rischi è ancora al centro dell’attenzione della comunità scientifica, dell’opinione pubblica e delle autorità. Le ragioni sono da ricercarsi nella dimensione numerica degli esposti prima del provvedimento di bando (che per l’Italia è amplissima), nella drammaticità del quadro clinico e delle prospettive di vita (in termini di sopravvivenza e in termini di qualità fisica, psicologica e relazionale) degli ammalati e della specificità delle caratteristiche eziopatologiche (che per il mesotelioma sono notoriamente l’assenza di un livello di dose inalata associabile ad un rischio nullo, la robustezza della relazione dose-risposta e la latenza estremamente lunga dall’inizio dell’esposizione). Con queste parole si apre il V rapporto del Registro Nazionale dei mesoteliomi (ReNaM), redatto nel 2015 dall’Inail. E non poteva essere altrimenti visti i 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo prodotte in Italia tra il 1945 e il 1992 e 1,9 milioni di tonnellate importate nello stesso periodo. Numeri e quantità che si traducono, a distanza di 26 anni dalla messa la bando dell’amianto nel nostro Paese, in 21.463 casi di mesotelioma maligno diagnosticati tra il 1993 e il 2012, di cui il 93% dei casi a carico della pleura e il 6,5% (1.392 casi) peritoneali, e oltre 6mila morti all’anno. In occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amiantodel 28 Aprile, Legambiente ribadisce l’urgenza e la necessità improrogabile per il nostro Paese di agire attraverso una concreta azione di risanamento e bonifica del territorio, che passa attraverso la rimozione dell’amianto dai numerosi siti industriali, edifici pubblici e privati che ci circondano quotidianamente e che ci rendono ancora oggi inconsapevolmente esposti alla fibra killer. Per raggiungere questo ambizioso quanto necessario obiettivo Legambiente ha deciso di continuare la sua lotta contro l’amianto aggiornandole informazioni sulle attività che le Regioni stanno mettendo in campo, con grandi difficoltà e con enormi ritardi – visto che sono passatioltre 26 anni dalla Legge che ha messo al bando la pericolosa fibra -per risolvere il problema. Come negli anni precedenti è stato inviato un questionario agli uffici competenti sul territorio regionale, per conoscere lo stato dell’arte dei Piani Regionali Amianto che sono il primo strumento necessario per capire l’entità del problema nel nostro Paese e le conseguenti risorse economiche, ma non solo, necessarie da mettere in campo. Le informazioni ottenute mostrano ancora una volta un quadro allarmante, come si evincerà nei paragrafi successivi, per disomogeneità di conoscenze e informazioni a livello territoriale, ritardo nell’adempimento degli obblighi di legge, mancanza di bonifiche, impiantistica e campagne di informazione e sensibilizzazione ai cittadini. Questa le conclusioni e la triste sintesi alla luce della nostra inchiesta.

(fonte: Legambiente – dossier: Liberi dall’amianto?)

Articoli Correlati

Call Now ButtonChiamaci